Venere, magnifica prostituta!

Parliamo oggi della Venere di Milo, ritrovata da un contadino sull’isola di Milos e oggi esposta al  Museo del Louvre. Scolpita nel 130 a.C. da Alessandro di Antiochia, viene ricordata da tutti per l’assenza delle braccia, si pensa cadute durante il trasporto.

Ma approfonditi  studi di archeometria che abbiamo intrapreso di recente in collaborazione con l’università di Cambridge e con la Sorbonne di Parigi, confermerebbero che la scultura non ha mai avuto le braccia.

Gli studi si sono svolti contemporaneamente al Louvre e a Cambridge. La spettrometria di fluorescenza a raggi X e il 3D model della statua rivelano che le zone di “rottura” delle braccia sarebbero in realtà modellate sapientemente con lo scalpello. Infatti, le dimensioni di alcuni solchi nei moncherini, sono le stesse dei colpi di scalpello di altre zone, come ad esempio il panneggio increspato che ricopre in parte la figura. Ingrandendo la foto possiamo vedere che il moncherino ha la stessa trama del drappeggio:

Allora ci chiediamo: perché lo scultore avrebbe eseguito volutamente un’opera danneggiata? Per cercare una spiegazione abbiamo chiesto il parere del professor Marco Calzini, titolare della cattedra del Centro Ricerche di Storia dell’arte di Aurillac, uno dei maggiori esperti della Dea.

Riportiamo la sua dichiarazione in un video esplicativo:

Fino ad ora si erano accavallate teorie sempre più balzane sul ruolo delle braccia:

 

A volte arrivando a sfiorare la farsa:

 

Ma in questa nuova ottica scopriamo una Venere più complessa, che non se ne resta semplicemente in posa come un manichino. E’ una Venere attiva, che mette in gioco la sua dignità pur di offrire il suo amore. Troviamo in lei la caparbietà tipica delle donne. Troviamo un simbolo, che deve farci riflettere sulla nobiltà del sesso femminile, tutt’altro che debole, ma forte al punto da rinunciare alle braccia pur di godersi una notte d’amore.

Noi non le negheremmo l’autostop… E voi?

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nota del redattore:

La teoria del Calzini è la più autorevole e avvalorata. Ciononostante solo l’Alessandro di Antiochia potrebbe confermarla definitivamente. Vorremmo vagliare altre teorie sul mistero delle braccia della Venere, e invitiamo i nostri lettori a formularle liberamente nello spazio dedicato ai commenti.

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