Chi trova una nuvola trova un tesoro

Oggi volevamo pubblicare un articolo sulla scultura del pinguino attribuita a Fidia che è stata rinvenuta il mese scorso durante i lavori della linea C della metropolitana di Roma. Mentre chiudevamo l’articolo abbiamo però ricevuto un’altra notizia estremamente interessante, siamo sicuri che Fidia non si offenderà se lo facciamo aspettare. Come sapete riceviamo da voi moltissime lettere ed email in cui sono presenti segnalazioni e spunti per i nostri articoli, e spesso siamo purtroppo costretti a cestinarle a causa della poca attendibilità delle informazioni. Non è questo il caso. La busta che ci è arrivata conteneva una serie di foto raffiguranti nuvole. Il mittente è un eremita muto di nome Mario, che vive in uno chalet sul Monte Bianco. Nella lettera spiega che le nuvole sono sue amiche. In tutta sincerità all’inizio credevamo che questa affermazione fosse scaturita dall’esigenza dell’eremita di vedere gente, visto che non comunica con un essere umano da ben 35 anni, ma dopo aver visionato le immagini non abbiamo potuto fare a meno di credergli. Ci racconta nella lettera che da giovane era un rampante avvocato con una parlantina molto efficace, e che durante un’udienza ha improvvisamente perso la voce. Lo shock lo portò a cambiare radicalmente stile di vita per ritrovare la felicità. Si rese conto che tutte quelle chiacchiere da avvocato lo distraevano da sé stesso e dalle sue vere necessità. Decise quindi di isolarsi dal mondo, in un posto in cui nessuno avrebbe avuto bisogno della sua voce. Da allora ha vissuto in montagna, ma dopo così tanti anni di meditazioni solitarie Mario ha sentito il bisogno di comunicare con qualcuno, di sentire quel calore che solo un amico può dare. Più di una volta è stato a un passo dal ritornare alla civiltà, anche a costo di abbandonare le sue amate montagne.

Un giorno era nel portico di casa seduto sul suo dondolo di legno, e imbacuccato in una calda coperta di lana osservava con amore l’immenso panorama che forse avrebbe dovuto abbandonare presto. Sulle montagne immobili si liberava leggero il cielo blu, nitido come non mai, e Mario lo immaginò come un foglio di carta pulito pronto per essere riempito di storie incredibili. In quel momento delle nuvolette rade si raggrupparono sopra le montagne, e lentamente formarono questo messaggio che Mario ha avuto la prontezza di fotografare.

Dopo un primo momento di stupore Mario ha cominciato a chiacchierare telepaticamente con le nuvole, e da allora non ha più smesso. Lui pensa a cosa dire e le nuvole gli rispondono scrivendo o disegnando in cielo. Grazie a questo miracolo Mario è potuto rimanere tra le sue amate montagne senza più annoiarsi.

Perché parliamo di questo nella nostra rubrica d’arte? Beh intanto perché è un evento che mai prima d’ora era avvenuto, o perlomeno non era mai stato documentato. E poi perché Mario ha sviluppato una forma di comunicazione nuova, merito tipico degli artisti. Alcuni metteranno forse in discussione i meriti artistici di Mario affermando che lui non crea fisicamente le forme e le parole nel cielo. Si, ma lui è sicuramente un mezzo attraverso il quale qualcosa di più grande si manifesta. Come Mozart, che non si considerava il creatore delle sue melodie ma piuttosto un canale attraverso il quale la voce di Dio poteva essere ascoltata da noi. L’umiltà che apre le porte della grandezza.

Guardate. Le nuvole non si limitano a parlare del più e del meno, ma compongono anche forme, come ad esempio carte da gioco per fare una partita. L’unico problema, spiega Mario, è che le nuvole non sanno coprire bene le carte! E’ anche spiritoso, Mario.

Chiude la lettera dicendo che le nuvole gli hanno suggerito di condividere la sua incredibile esperienza con l’umanità, per di più specificando come destinatario ideale della notizia il nostro sito internet. Non possiamo che ringraziare calorosamente Mario e le nuvole!

Per quanto incredibile, la storia di Mario è qui davanti ai nostri occhi per insegnarci che nulla è impossibile. Basta chiedere e ci sarà dato.

Grazie Mario.

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