Primo Maggio, il vendicatore dei lavoratori

Oggi parliamo della festa del 1° maggio, che interessa la nostra rubrica non tanto per le sue origini politiche, comunque molto importanti, ma per il suo valore artistico. E’ una giornata, infatti, in cui tradizionalmente i lavoratori riposano, praticando quindi la nobile arte del far niente di cui noi italiani per fortuna siamo maestri. Non lo diciamo in senso ironico, come si potrebbe pensare. Noi di Criptic’art crediamo profondamente che il far niente sia molto importante e utile. E’ un’arte difficile. Noi esseri umani, infatti, abbiamo spesso bisogno di muoverci per dimostrare che esistiamo. Tuttavia, è proprio quando non c’è la necessità di dimostrarlo, che esistiamo veramente.

In futuro affronteremo l’argomento in maniera più approfondita, adesso abbiamo voglia di far niente.

1° maggio, dicevamo, ufficializzato giorno della Festa dei Lavoratori a Parigi dai delegati socialisti della Seconda Internazionale nel 1889, in Italia lo diverrà due anni dopo. La festa non nacque quindi in Russia, come lo scrittore di questo articolo credeva prima di informarsi su Wikipedia, e non fu neanche di ispirazione socialista, come pure il suddetto redattore credeva. La ricorrenza ha origini anarchiche. L’evento ispiratore fu infatti la rivolta di Haymarket avvenuta a Chicago nei primi giorni di maggio del 1886, in cui durante un corteo di lavoratori anarchici uno sconosciuto lanciò una bomba contro un gruppo di agenti di polizia, uccidendone uno istantaneamente. Si scatenò il caos. Altri sette agenti vennero uccisi da fuoco amico e morirono anche alcuni civili. Uno di questi era Gigi Barletta, emigrato italiano che venne ucciso insieme alla moglie Carlotta, mentre il figliolo Primo osservava impotente la scena. Crebbe nel bambino una gran voglia di rivalsa che cominciò ad ossessionarlo giorno dopo giorno, portandolo ad odiare gli agenti di polizia che avevano ucciso i suoi genitori. Ora che ci penso, Primo ebbe origini simili a quelle di Batman; invece di schierarsi con le forze dell’ordine però, decise di combatterle con le bombe, in onore di quello sconosciuto che scagliò l’ordigno esplosivo contro il poliziotto. Si fece strada in Primo il sogno di diventare un assassino seriale. Da allora volle chiamarsi Primo Maggio, il vendicatore dei lavoratori che uccideva solo sbirri. Indovinato quando? Esatto, ogni 1° di maggio.

Primo aveva enorme rispetto per i suoi genitori faticatori. Emigrarono in America in cerca di lavoro, e dopo molti sacrifici riuscirono a mettere su famiglia. Da buoni proletari, concepirono Primo, chiamato dagli amici First, e gli donarono un’infanzia dignitosa. Erano persino riusciti ad accumulare un discreto gruzzolo che avevano a poco a poco spedito ai nonni di Primo in Puglia, i quali, dopo la morte di Gigi e Carlotta andarono in America per prendere il piccolo e portarlo in Italia. Lui pretese di ricevere immediatamente la sua parte di eredità e la spese interamente in dinamite.

Gli inizi in Italia non furono facili per Primo. Sapeva di essere ancora piccino per scagliare bombe, e per alcuni anni si limitò a fabbricarle e metterle da parte come una formichina durante l’inverno. Nel 1891, all’età di 16 anni era ormai riuscito a riempirne un magazzino e si ritenne abbastanza maturo da iniziare il suo mestiere di bombarolo. Primo attendeva con ansia il prossimo 1° maggio, il suo primo giorno di lavoro, in cui avrebbe finalmente scagliato la sua prima bomba sul suo primo poliziotto.

Grande fu la delusione del ragazzo quando il 1° maggio 1891 fu ufficializzata la festa del lavoro anche in Italia. Il rispetto per i genitori lavoratori era troppa, e Primo si sentì obbligato a partecipare alla festa, riposando il 1° maggio. Del resto, era quello l’unico giorno in cui Primo poteva lavorare, sennò non avrebbe tenuto fede al suo soprannome: che Primo Maggio sarebbe stato?

Primo Si trovò intrappolato in questo paradosso: il serial Killer del 1° maggio che non poteva lavorare.

Perse i capelli per il dispiacere e poi morì di fame.

 

Non ci è chiaro come pensava di guadagnarsi la zuppa con questo mestiere, se pure avesse iniziato ad esercitare la sua professione. Di lui rimane un magazzino pieno di bombe, non ancora trovato. Speriamo che nessuno lo trovi mai.

Primo Maggio, aspirante bombarolo, a noi piace però ricordarlo come vero unico artista del far niente. Primo incarna questa nobile arte in tutto e per tutto, non avendo potuto neanche una volta esercitare la sua professione.

Ciao Primo, buon 1° maggio a te!

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