L’evoluzione di Bacco

Ringraziamo il museo del Louvre per averci permesso di studiare il Bacco di Leonardo da Vinci con il  Layer Amplification Method (LAM) e il Google Cultural Institute per averci messo a disposizione l’Art Camera per le immagini in alta definizione.

 

Benvenuto ottobre, benvenuto Bacco !

Bacco era un Dio molto importante nell’antichità, e furono tante le popolazioni che sentirono la necessità di lodarlo. E’ normale che sia così perché Bacco non simboleggia solo il vino ma allarga il suo dominio anche ai piaceri dei sensi ed al divertimento. Per gli etruschi era Fufluns, per i greci era Dionisio, che nato come un semidio fu elevato Dio a tutti gli effetti dal padre Zeus per aver avuto il merito di creare il vino. Fu rappresentato da molti artisti. Indimenticabile il Bacco scolpito da Michelangelo, con la sua andatura da ubriaco e con il satiro dietro di lui che approfitta dello stordimento del Dio per rubargli l’uva. Molto bello anche quello del Sansovino anche se meno espressivo.

Persino il grande Leonardo lo ritrasse in un dipinto, come al solito devastando i canoni classici. Infatti mentre in tutte le altre versioni il Bacco è ubriaco ed ha uno sguardo vacuo perso nel vuoto, nel suo è lucidissimo, e ci osserva attentamente attraverso la tela.

 

Perché Leonardo ha chiamato questa opera “Bacco” se nel dipinto non c’è neanche il vino?

 

Dov’è Bacco? Non c’è, o meglio non è visibile a uno sguardo superficiale. Ma proviamo ad applicare la tecnologia infrarossi al dipinto.

 

Guardate bene. Sotto il primo strato di pittura emerge una scena completamente diversa, sorprendente. Ecco un Bacco ubriaco, festaiolo, epicureo, che gode dei piaceri più sfrenati. Ma perché Leonardo ha coperto questa prima versione del dipinto con quella che tutti conosciamo? Forse che Leonardo dipinse di prima intenzione il Bacco sporcaccione, e poi pentendosi lo coprì con un Bacco represso, fintamente puritano? Potremmo pensare questo se il quadro fosse opera di un pittore frivolo, schiavo delle passioni terrene. Ma sappiamo che Leonardo era tutt’altro che superficiale, e che qualunque cosa faceva serviva ad innalzare il livello di coscienza dell’umanità.

Noi crediamo che il Bacco libertino rappresenti le passioni terrene che il Bacco attuale ha ormai trasceso.

Il vecchio Bacco è quindi stato ricoperto da Leonardo con un nuovo strato di pittura rappresentante un nuovo Bacco, più saggio e consapevole. Dal processo ne scaturisce un quadro che ci fornisce nientemeno che il passaggio dal Medioevo al Rinascimento.

Il Bacco rinascimentale non ha più bisogno di ubriacarsi di vino e donne, ma ha raggiunto una gioia più profonda e semplice. Ecco l’evoluzione di Bacco, ed ecco il genio di Leonardo, che aveva previsto una tecnologia futura che avrebbe permesso di scoprire gli strati precedenti di pittura. Sapeva che prima o poi l’uomo avrebbe visto l’evoluzione del suo dipinto, evolvendo a sua volta grazie all’esempio di Bacco. Leonardo ci offre un doppio dipinto che aiuta l’Uomo “medievale” schiavo delle pulsioni materiali, ad evolvere nell’Uomo “rinascimentale”, che insegue piuttosto le necessità dell’anima. E come nella Divina Commedia di Dante che raffinava lo stile letterario passando dall’Inferno al Paradiso, qui abbiamo un’evoluzione della pittura dal Bacco medievale a quello moderno. Il primo Bacco, quello che era nascosto, è infatti dipinto con uno stile volutamente goffo, sgraziato, impacciato. I personaggi sono scollegati l’uno dall’altro, quasi fossero stati appiccicati l’uno sull’altro con Photoshop. Il Bacco rinascimentale invece è un capolavoro di grazia ed armonia. Eccolo: saggio, fiero, equilibrato, con sguardo vigile sobrio e consapevole. Come ne La Gioconda, ha lo stesso perfetto equilibrio tra lato maschile e femminile. Ha la stessa bellezza del San Giovanni Battista, sempre di Leonardo. E come il santo, indica il Cielo con il dito della mano destra,  ad indicare la direzione che ha preso la sua anima. Come si può vedere, anche il Bacco medievale provava a puntare il dito al cielo cercando già di affacciarsi su una coscienza più elevata. Ma il nobile tentativo era letteralmente schiacciato dalle passioni terrene rappresentate dalla donna nuda, lussuriosa, che generava un piacere senza gioia, come si può vedere dall’espressione facciale di Bacco.

 

E’ l’ennesimo capolavoro di Leonardo, che al solo contemplarlo eleva la nostra anima, e ci porta a desiderare una vita più nobile, semplice.

In attesa che questa arrivi, però, non disprezziamo un bel bicchiere di rosso, e partecipiamo a qualcuna delle molte degustazioni di vino che lo splendido mese di ottobre ci offre.

Salute!

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