La macchina fotografica: invenzione del ‘500 ?

Michelangelo Merisi detto il Caravaggio ebbe una vita intensa. Le sue opere traboccanti di contrasti di luce racchiudono tutta l’intensità che il pittore aveva vissuto nelle sue avventure. I soggetti ritratti nel momento culminante dell’azione sono espressivi  ed eloquenti, fotografati con precisione e maestria. Fotografati appunto. E ci spieghiamo.

Pare che già Leonardo da Vinci stesse lavorando al progetto di un apparecchio disegna luce. Sembra assurdo ma non più di tanto se si pensa che il genio aveva già inventato l’elicottero.

Scrive Leonardo nei codici redatti durante il suo soggiorno a Roma:

“Puoi pure mette ‘na vita ner pennello,

ma si je fai ‘na foto, nun è meglio?”

 Ma purtroppo non riuscì a terminare la sua opera.

Pare che un inventore da strapazzo, Guzzaglio da Cornafresca, trovò in soffitta i vecchi progetti dell’apparecchio fotografico abbandonati da Leonardo. L’esperto Guzzaglio constatò che con i mezzi “moderni” della fine del ‘500, il progetto era facilmente realizzabile.

L’invenzione cadeva a fagiolo!

Il Cornafresca nutriva infatti la certezza che il fabbro del paese, un vecchietto artritico ormai in pensione, avesse una relazione con sua moglie Caterina che continuava a comprargli ingenti quantità di ferro lavorato molto male. Adele, la moglie del fabbro, era troppo innamorata di suo marito per credere alle continue denunce di Guzzaglio, nonostante lui le descrivesse per filo e per segno i tradimenti. L’inventore decise che l’unica soluzione per convincere Adele fosse di cogliere sul fatto i due amanti fotografando la scena. Ma Guzzaglio non poteva immaginare che quel giorno in casa sua avvenisse addirittura un ménage à trois. Stavolta oltre al macilento fabbro, Caterina stava soddisfacendo nientedimeno che un giovane Michelangelo Merisi nel pieno del suo vigore fisico. Vistosi puntare contro l’apparecchio fotografico, Caravaggio balzò dal letto, riempì di botte il Cornafresca costringendolo a raccontargli tutto sullo sconosciuto apparecchio disegna luce.

Caravaggio, mediocre pittore ma abile calcolatore, si rese subito conto di quale tesoro avesse tra le mani. Si fece insegnare dal livido Guzzaglio la tecnica di impressione su tela ottenuta con l’utilizzo di budello di nutria (importato recentemente dall’America), poi portò via l’apparecchio, prendendo come prima foto quella che fu poi intitolata Giuditta e Oloferne.

Vediamo ivi ritratta Caterina mentre maltratta Guzzaglio colpevole di averle fatto scappare l’amante nel momento meno opportuno. Sulla destra c’è il fabbro che osserva indifferente la scena. Uno scatto splendido, che fa del Caravaggio un maestro della fotografia. Ebbe la prontezza di prendere la foto in un momento non facile, di fuga, scegliendo d’istinto l’attimo dello scatto. Il risultato è un’immagine di  grande potenza epica, che ha permesso all’artista di spacciarla appunto come un dipinto che ritraeva l’evento biblico di Giuditta e Oloferne. Macchè. E’ una foto impressa su tela. Certamente ritoccata con la pittura di cui il Merisi aveva comunque un’infarinatura grazie al suo lavoro saltuario di imbianchino. Una posa che eguaglia e supera la profondità di Hamilton, il realismo di Salgado, i rossi di Steve McCurry.

Caravaggio avrebbe preferito essere un pittore puro senza usare artifici tecnologici, ma nonostante gli sforzi i risultati rimasero deludenti. Lo conferma il disegno che realizzò ritraendo la foto che aveva scattato a casa Cornafresca.

In effetti, a causa della sua indole selvaggia e irregolare non aveva la pazienza di stare ore, giorni, mesi, a comporre l’immagine a colpi di pennello. Al contrario aveva prontezza di riflessi e istinto di improvvisazione, allenate per anni durante la sua esistenza movimentata.

Aveva la capacità di cogliere l’attimo tipica del buon fotografo, e la sua vita notturna di gozzoviglie in giro per taverne, tra bagordi, risse e sfrenatezze gli fornì materiale eccellente per le sue foto, e fornisce a noi un documento inestimabile della realtà storica dell’inizio del barocco.

Stampando le sue foto sulla tela, il fotopittore riuscì ad ingannare tutti, non rendendosi conto che stava creando un’arte nuova.

A Caravaggio, pittore mediocre, ma genio della fotografia, va dato il merito di aver anticipato questa nobile arte di oltre duecento anni.

Ecco una foto nella foto realizzata da uno dei nostri collaboratori.

 

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