Impressionismo: piccoli pennelli per grandi pittori

Monet, Degas, Renoir, e gli altri…

Gli impressionisti hanno cambiato per sempre il modo di interpretare la realtà. Camminando sulla tela con le loro piccole impronte di colore, ci hanno mostrato la strada per una nuova dimensione visuale, e restituito tra i più importanti capolavori della storia dell’arte.

Ci viene la curiosità di domandarci se i brevi tratti di pennello e i piccoli punti di pittura che resero possibile il miracolo, siano stati una scelta preventiva da parte del pittore, o se fossero una esigenza iniziale che successivamente diventò uno stile.

Partiamo dal padre dell’impressionismo: Monet. Osservando da vicino i suoi dipinti, è facile rendersi conto che le pennellate sono eseguite da un pennello minuto.

Sono spesso pennellate parallele, o incrociate, che sembra vogliano riempire una superficie, cercando di dare l’impressione che il colore sia il più possibile uniforme. Nonostante l’abilità e la mano ferma del genio, naturalmente si vede che la superficie è in realtà formata da tante piccole linee o punti. Perché non eseguire lo stesso lavoro con un pennello più grande? Perché Monet anche da grande ha continuato a dipingere con i pennellini che usava quand’era piccolo.

Questo perché voleva trasmettere unicamente le sue percezioni del momento, senza pregiudizi e senza giudicare la scena. I pittori realisti ad esempio, a cui l’impressionismo si ispira per la predilezione di scene quotidiane, mettevano la pittura spesso al servizio di temi politici. Il soggetto scelto dagli impressionisti, al contrario, era illustrato con grande ingenuità e spensieratezza.

Monet mantenne l’atteggiamento di un bambino, ma con la mano di adulto. Ma era quella un’epoca in cui si era costretti a crescere in fretta, e Monet trovò nel pennello che usava da piccolo il legame col suo bambino interiore. Infatti il quadro considerato che ha dato il nome all’Impressionismo, Impression, soleil levant, lo ha dipinto durante un soggiorno a Le Havre, città della sua infanzia a cui “tutte le sue impressioni di infanzia e di adolescenza sono legate” (C. Cinghiale ndr)

Poi gli altri pittori amarono lo stile, e lo interpretarono a modo loro.

Per fare un capolavoro non serve un pennello grande, ma un Grande Pennello. (C. Cinghiale ndr)

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