Il Cristo redentore

Oggi parliamo del Cristo redentore, l’enorme statua che dalla montagna del Corcovado domina Rio de Janeiro in Brasile. Fatta di calcestruzzo e pietra saponaria, è stata innalzata a partire dal 1922. La maggior parte dei critici sostiene che sia la rappresentazione della crocifissione di Gesù Cristo che ha offerto la sua morte in cambio della nostra vita liberandoci così dal peccato.

 Altri respingono questa ipotesi affermando che l’apertura delle braccia non simboleggi il crocifisso, ma bensì un gesto di apertura nei confronti degli uomini.

Noi di Criptic’art crediamo che la prima ipotesi sia vera solo in parte mentre la seconda  non ci sembra attendibile. Perchè mai Gesù, dopo tutto il male che noi uomini abbiamo fatto nonostante il suo sacrificio, dovrebbe abbracciarci?

Ma allora cosa sta facendo lassù?

La risposta sembra arrivarci da un’altra scultura, molto lontana da qui, ma crediamo legata a doppia aureola al Gesù di Rio. Stiamo parlando del Cristo degli abissi.

Statua bronzea del 1954 è adagiata sul fondo del mare di san Fruttuoso in Liguria. Rappresenta il Cristo, con le mani tese in aria. Per alcuni simboleggia la sordità umana agli appelli di Dio ovattati dalla barriera d’acqua. Noi pensiamo invece che rappresenti un momento successivo dello stesso Cristo redentore, dopo il tuffo. E ci spieghiamo. Le mani aperte  del primo Cristo non vi fanno forse pensare a un tuffo che il Cristo è in procinto di compiere?

E il secondo Cristo non sembra che stia invocando qualcosa?

2015 anni fa il suo gesto simbolico non fu compreso. Noi crediamo che in questa rappresentazione Gesù muore per la seconda volta. Poi decide di metterci alla prova e invoca di essere tirato su, perchè salvando lui, possiamo salvare la nostra anima.

I due Cristi, quindi, sono la stessa entità. Qui Gesù supera l’arte scultorea per entrare nella magia del movimento, raccontandoci una storia.

Noi di Criptic’art, che dell’interpretazione artistica abbiamo fatto la nostra vita, crediamo profondamente a questa versione e rivolgiamo una preghiera al comune di San Fruttuoso: salviamo la statua dal mare! Salviamo questo Gesù, che per colpa nostra non riesce più a camminare sulle acque, forse appesantito dai nostri peccati.

Altre prove? Il Cristo di Rio è stato cominciato nel 1922, il Cristo degli abissi è stato terminato nel 1954. E’ un tuffo che ha richiesto una riflessione di 32 anni di tempo. Nella suo precedente sacrificio Cristo era morto a 33 anni. Un caso? Noi crediamo che il Cristo qui rappresentato, non soddisfatto del nostro comportamento dopo il suo sacrificio nell’anno zero, ne tenta un altro. Attende 32 anni dalla sua seconda “resurrezione”, e poi, il tuffo.

Ma perché non ha aspettato i tradizionali 33 anni? Per saperlo abbiamo intervistato una ex cacciatrice di cozze finlandese, la signora Heikkilä ůn Ȁrƫra.

Vi starete sicuramente chiedendo perché il secondo Cristo non è stato posato sul fondale di Rio. Semplice. Gesù voleva che il suo messaggio arrivasse a tutto il mondo, non solo ai brasiliani. I nostri esperti geologi hanno misurato la distanza tra San Fruttuoso e Rio e hanno constatato che è quasi uguale al diametro della Terra. Una scoperta che ancora di più avvalora la nostra teoria. Gesù aveva bisogno di una distanza simbolica. Un tuffo spiccato a Rio e terminato nelle acque liguri.

Un Cristo che vuole dimostrare che nonostante gli acciacchi non ha perso quella forza d’animo che lo ha reso universalmente popolare. Non può camminare sulle acque, ma se si concentra  può comunque compiere un tragitto di 12 mila chilometri in volo.

Un Cristo che nonostante non riesca più a camminare sulle acque, è sempre sulla cresta dell’onda.

Un Cristo che è ancora in grado di moltiplicare cose. Cozze, stavolta.

Un Cristo che compie un tuffo lunghissimo, generoso ed emblematico, rappresentato in questi due, anzi, in un unico capolavoro.

Resuscitare per ben due volte! Si direbbe che per lui sia una passione, se ci passate la battuta. Ma in fondo questo è un Cristo autoironico, che ci ricorda da lontano il Bill Murray di Ricomincio da capo, in cui il protagonista non riusciva a suicidarsi.

Speriamo che questa sia la volta buona.

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