A febbraio arriviamo prima a fine mese

E’ finito febbraio, il mese corto. Noi di Criptic’art, che consegniamo l’articolo sempre all’ultimo del mese, a Febbraio abbiamo avuto qualche difficoltà in più. Nonostante ciò, come vedremo, accorciare questo mese ha permesso all’umanità di vivere meglio.

Le ragioni dell’accorcio sono note. Intorno all’8 a.c. il Senato della Roma imperiale decide, in onore dell’imperatore Augusto, di dare il nome di Augustus(agosto) al mese di Sextilis che aveva 30 giorni. Essendoci però vicino il mese di Julis (luglio) che onorava la memoria di Giulio Cesare di 31 giorni, per non creare disparità tra imperatori, fu tolto un giorno a febbraio (allora ultimo mese dell’anno) che così passò da 29 a 28 giorni. Già da allora la gente faceva a chi ce l’ha più lungo. Questa e altre ragioni astronomiche sono le motivazioni giunte fino a noi. Ma sono false.

La vera ragione è un’altra e ce la indica il pittore romano Volo Stipendium, consigliere nientemeno che di Giulio Cesare, grande riformatore del calendario. Il pittore fece notare a Cesare, che le spese nell’ultimo giorno dell’anno erano imponenti per il popolino. Oltre alle normali difficoltà a far quadrare il bilancio, ci si mettevano anche le spese per organizzare il capodanno, che allora avveniva il primo giorno di Marzo. Quindi Stipendium, mediocre pittore come possiamo vedere dall’affresco, aveva in compenso un grande cuore e una grande capacità persuasiva. La sua opera rientra quindi più nell’arte persuasiva che non in quella pittorica. Convinse l’imperatore che se avessero tolto un paio di giorni a febbraio, il popolo avrebbe fatto meno fatica ad arrivare a fine mese. E così fu.

Il suo affresco non ha grandi qualità artistiche ma ci mostra chiaramente in quale stato versavano le famiglie povere dell’epoca. Vediamo una mamma affamata che pur di mangiare è disposta a sacrificare il suo bambino e a cuocerlo nel forno a legna. Evidentemente la mesata era già finita. Il marito la ferma giusto in tempo arrivando col salario di marzo. Una scena che ci mostra un dramma familiare, risolto appunto con una semplice correzione del calendario.

La paga arrivava quindi un po’ prima. Alcuni potrebbero obiettare che un paio di giorni non cambiano di molto la situazione, se si hanno problemi economici. Ma si deve considerare l’impatto psicologico che tale modifica al calendario generò per il popolo. Il sapere che si sarebbe arrivati prima a fine mese infatti, migliorava l’umore dei lavoratori, che di conseguenza lavoravano con più gioia, migliorando la propria qualità di vita, e risolvendo quindi con più leggerezza i propri problemi economici.

Non sappiamo perché finora questa storia non sia giunta fino a noi.

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